Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la
realtà debba conformarsi.
Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose
presente. Karl Marx
Istruitevi, perché abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza; organizzatevi, perché abbiamo bisogno di tutta la
vostra forza.
Quello che accade, non accade perché una minoranza vuole che accada quanto piuttosto perché la gran parte dei cittadini ha rinunciato alle sue responsabilità e ha lasciato che le cose
accadessero. Antonio Gramsci
CIRCOLO "O. MUZZANA" Via Nikolajevka 5 20152 milano circolomuzzana@gmail.com
IN PRIMO PIANO
Milano -- 23 settembre - 3 ottobre 2010 - MM1 Lampugnano Milano
LIBERAMENTE - Sinistra in Festa
L’evento "Liberamente in
festa", che si svolgerà da luglio ad ottobre in dieci comuni della Provincia compreso Milano, è indirizzato a tutto il popolo della sinistra, affinché ritrovi il piacere di incontrarsi e porre le
basi per un progetto unitario che parta dal basso
venerdì 3 settembre 2010
La Gelmini potrebbe fare un gesto di grande utilità sociale: prendere atto del proprio fallimento e dimettersi!
Diamole una mano !
Le mobilitazioni di questi giorni, in particolare dei precari, stanno finalmente accendendo i riflettori sulla situazione della scuola italiana:
decine di migliaia di cattedre tagliate, precari buttati in mezzo ad una strada dopo anni di servizio, classi che inizieranno l’anno scolastico ancora senza insegnanti, 1.600
scuole senza preside, aule sovraffollate, sostegno negato agli studenti con disabilità, etc.
Di fronte a questa drammatica realtà, il ministro Gelmini non ha trovato niente di meglio che snocciolare il solito di rosario di sciocchezze e di bugie:
quelle sul carattere “epocale” della sua riforma ( quale epoca parla? Dell’800? di epocale ci sono solo gli 8 miliardi di tagli)
sul fatto che il 97% della spesa per l’istruzione è assorbita dagli stipendi del personale (stanzi un po’ di fondi per aumentare quel misero 3% destinato al funzionamento
ordinario e alle attrezzature!)
sull’aumento delle classi a tempo pieno tacendo che, con l’eliminazione delle compresenze, sta distruggendo un modello didattico all’avanguardia nel mondo intero.
Vito Meloni.Responsabile nazionale scuola PRC (Federazione della Sinistra)
Giovanna Capelli Segreteria regionale Lombardia PRC ( Federazione della Sinistra)
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Maurizio Pagliassotti Torino
L'estetica alla festa democratica di Torino è ottima: toni duri, opposizione dura, unità a sinistra, basta precariato, la scuola di Gelmini è una porcheria, taglio delle tasse, lavoro. Ce n'è
perfino per l'intoccabile Fiat, rappresentata da una vecchia centoventisette, relegata in un angolo del tendone: è l'occhio di Marchionne, ogni tanto sfottuto dai presentatori. Ma quando si passa
all'etica, le musiche cambiano e i toni si fanno molto più sfumati, per usare un eufemismo politicamente corretto. Sarà per queste ragioni che Paolo Ferrero strappa applausi, molto più del
padrone di casa Migliavacca, membro della segreteria democratica. Ferrero non dice nulla di che, nulla di sovversivo, fa un po' il brillante. Però fa un passo in più rispetto agli altri due
ospiti della serata Pd, oltre a Migliavacca c'è anche Biscardini del Psi. Dice che chi si è arricchito durante la crisi deve essere tassato duramente, che i padroni non posso fare i loro «porci
comodi» (ma qui la platea non gradisce il vocabolario) e la legge trenta deve essere abolita, che ci vuole una mobilitazione di massa in autunno. Argomenti che gli altri due, specie Migliavacca
non possono sostenere per vecchie e note ragioni, vedi alla voce interclassismo, il famoso "ma anche" di Crozza-Veltroni. Ed è forse per queste frasi un po' spigolose ma nette che Ferrero prende
applausi dal pubblico democratico, circa quattrocento persone, tendone stracolmo. Che si sia portato la clak? No, perché alla fine del dibattito il gruppetto di Rifondazione non supera le
quindici persone, compresi i dirigenti locali. Nel pomeriggio i militanti rifiutavano la presenza alla serata «perché io alla festa del Pd non ci metto piede, io Ferrero lo ascolto alla nostra
festa di Liberazione la prossima settimana».
Così, quanto si vede la vicinanza, magari solo a questa festa, tra la base Pd e le proposte di Ferrero, tanto è rimarcabile la diffidenza che riserva la dirigenza. Certo su Berlusconi le opinioni
sono identicamente dure, ma quando poi si passa alle proposte dai democratici emerge una spessa nuvola di fumo. Ad esempio sulle alleanze del cosiddetto Nuovo Ulivo. Per i democratici devono
essere le più vaste possibili e vanno bene anche Casini, Bottiglione, Fini e compagnia. Anche per governare. Per Ferrero va bene tutto per salvare la democrazia, e solo per quello, ma è bene
ricordare che quella è pur sempre la destra del paese che ha governato con Berlusconi e con lui fino a ieri ha fatto le peggio porcherie, quindi sarebbe meglio lasciarla fuori. Sull'alleanza a
sinistra con Rifondazione dal Pd si muovono mille recriminazioni. Migliavacca ricorda che l'esperienza fallimentare del governo Prodi era dovuta alla litigiosità, evidentemente riferendosi al
Prc. Dimentica ovviamente le mattane fatte dai vari Rutelli, Binetti, Mastella (che di fatto fece cadere il governo), tutti noti comunisti. Quindi parla di un patto fra le forze democratiche che
dovrà essere leale, insomma chi ci starà dovrà rigare dritto questa volta. Ferrero risponde che se alleanza sarà non vorrà dettare legge in casa del Pd, e neanche in un eventuale governo, ma un
ruolo di pungolo rispetto alle tematiche sociali il Prc lo avrà eccome. Il Pd spera ancora nel governo tecnico per cambiare la legge elettorale. Ferrero vede in questo un pericolo mortale, cioè
che dopo un anno le gente si sia dimenticata delle porcate berlusconiane ed a nuove elezioni questo rivinca. Sostanziale unità di vedute su una nuova legge elettorale sul modello tedesco.
Capitolo alleanze-unioni a sinistra. Dalle bocche Pd non esce parola sull'argomento perché come è noto il partito di Bersani non ha alcuna intenzione di prendersi in casa Vendola, ci pensi la
sinistra. Ferrero chiama «l'amico ed il compagno Nichi a ricostruire l'unità perduta che il nostro popolo ci chiede da molto tempo». Vedremo cosa risponderà quest'ultimo.
La serata passa comunque senza colpi bassi in un clima disteso, perché è evidente che il popolo del tendone, non tutto ovviamente e infatti c'è anche spazio per una contestazione a Ferrero,
rivuole una cosa chiamata centro sinistra. I commenti alla fine sono positivi. Gianni, ex rifondarolo passato al Pd si dice soddisfatto perché le differenze pur esistenti non sono incolmabili.
Irene, professoressa non precaria, ex verde ora cane sciolto, si domanda se il Pd metterà mano alle porcherie della Gelmini se mai andrà al governo e si dice sorpresa dalla chiarezza di Ferrero,
che conosceva solo dalle rare comparsate televisive, «un po' mosce».
Liberazione
02/09/2010
ROM - SABATO PRC PARTECIPA A MANIFESTAZIONE DAVANTI AMBASCIATA FRANCESE
Il Prc aderisce e partecipa alla manifestazione che si svolgerà sabato 4 settembre a Roma per protestare contro i provvedimenti discriminatori e repressivi del presidente Sarkozy nei
confronti delle popolazioni rom e sinti, alla quale parteciperà il segretario nazionale Paolo Ferrero.
Incapace di affrontare i problemi derivanti dalla crisi, il presidente francese cerca di riacquistare credibilità espellendo illegalmente centinaia di cittadini rom provenienti da Paesi della
Comunità Europea, colpevoli solo di vivere nei campi. Una pagina di vergogna per la Francia così come lo è per l'Italia, dove il ministro dell'Interno Maroni, intende agire con le stesse illegali
pratiche.
Per protestare contro questa politica incivile comunità, associazioni, intellettuali, giuristi, esponenti della cultura, dell’arte e delle professioni hanno dato appuntamento dalle 14,30 in
piazza Farnese, di fronte all’ambasciata di Francia. Non saranno quindi presenti solo rom e sinti, ma antirazzisti e democratici giunti da tutta Italia per schierarsi a fianco di un popolo da
sempre perseguitato e di cui si continua a ignorare la cultura: un popolo che nei secoli ha attraversato l'Europa, rifiutando la guerra e subendo pregiudizi e persecuzioni culminati nel
Porraimosh nazista, quando 500 mila persone sono state sterminate nei lager.
Si tratta di un genocidio che prosegue tutt’oggi, lento e inesorabile: ultima vittima Marius, un bambino di 3 anni, morto a Roma nell'incendio della casupola in cui viveva. Il suo è solo
l’ennesimo tributo di sangue all'emarginazione di cui sono strutturalmente portatori i campi in cui tante persone, soprattutto minori, sopravvivono.
Primo piano
Editoriale
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Ferrero: alleati dei democratici senza entrare nel governo
«Evitiamo gli errori del passato, evitiamo il ritorno all'Unione e il Pd a vocazione maggioritaria. Troviamo un'altra strada». Paolo Ferrero,
segretario di Rifondazione comunista ha accolto positivamente l'appello di Bersani per un'alleanza democratica. Non lo convince però, la prospettiva dell' Ulivo.
Perché?
«C'è un’emergenza nel Paese e per questo va benissimo, data l'attuale legge elettorale, un'alleanza per chiudere con Berlusconi. La Federazione
della sinistra, però, non è interessata a entrare nell'Ulivo».
Alleati ma distinti?
«Sì ma non equidistanti. Per intenderci: per noi fa differenza se al governo ci sta Berlusconi o Bersani. E noi preferiamo Bersani. Però al governo
non ci andiamo. Perché i governi riformisti alla Prodi hanno fallito».
Restano le differenze, quindi.
«Sì, ma non sono tali da impedirci di stare insieme per sconfiggere Berlusconi o di trovare la convergenza su alcuni punti programmatici. Il nostro
progetto, però, non è il governo. Abbiamo un altro obiettivo».
Quale?
«Ci poniamo il problema di unire la sinistra anticapitalista fuori dall'Ulivo. Un soggetto come la Linke in Germania. Per è necessaria una nuova
legge elettorale».
Proporzionale?
«Sì, proporzionale con uno sbarramento. Sarebbe un modo per riequilibrare la dialettica politica. A quel punto potrebbero formarsi un polo di
estrema destra, uno leghista, uno di destra moderata o di centro, un centro cattolico, un centrosinistra e una sinistra vera».
su la Repubblica del 29 agosto 2010
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Condividiamo la proposta di Bersani
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giovedì 26 agosto 2010
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di Paolo Ferrero
Condividiamo la proposta avanzata il 26 agosto da Bersani di dar vita ad una alleanza democratica per sconfiggere Berlusconi. Non si tratta solo di cacciare un governo mefitico,
ma di ricostruire il quadro democratico del paese. Questa alleanza deve porsi l’obiettivo di uscire da questa sciagurata seconda repubblica e cementarsi attorno alla difesa e al
rilancio della Costituzione, al varo di una legge elettorale proporzionale, alla giustizia sociale. Noi avanziamo da tempo questa proposta - lo abbiamo fatto anche alla
manifestazione unitaria delle opposizioni del 13 marzo scorso - e la presa di posizione di Bersani costituisce un passaggio importantissimo. Si tratta dell’unica strada per
sconfiggere una destra populista antioperaia e pericolosa per la democrazia. Si tratta di una scelta importante perché mette la parola fine alle ipotesi bipolari e bipartitiche
che Veltroni e i suoi alleati stanno continuando a perseguire con grande visibilità sui mass media.
Bersani propone poi di dar vita, all’interno dell’alleanza democratica, ad un nuovo Ulivo, che si caratterizzi con un programma comune di governo. Noi non siamo interessati ad
entrare al governo così come non siamo interessati alla costruzione di questo nuovo Ulivo da cui ci dividono scelte politiche e programmatiche di fondo. Noi siamo impegnati a
costruire l’unità delle forze della sinistra di alternativa, unità di cui la Federazione della Sinistra rappresenta una tappa fondamentale. Il PD lavorerà ad un nuovo Ulivo e al
programma di governo con tutte le forze della sinistra moderata. Noi lavoreremo per unire tutte le forze della sinistra anticapitalista. Il progetto politico di Bersani e il
nostro sono quindi assolutamente diversi – ed è decisivo questo elemento di chiarificazione - ma questo non ci impedisce e non ci impedirà di lavorare per la costruzione di una
alleanza democratica che tolga a Berlusconi il governo del paese, vari una legge elettorale proporzionale e ricostruisca un nuovo quadro democratico del paese.
Per attuare questa politica è però necessario cacciare Berlusconi e conquistare nuove elezioni. Su questo ultimo punto le posizioni tra noi e il PD divergono e lo dobbiamo quindi
incalzare fermamente. Di fronte al tentativo di Berlusconi di rappattumare la maggioranza, la vera cosa che manca nel paese è l’opposizione. Dobbiamo dar forma e sostanza politica
all’opposizione. Costruiamo quindi da subito, città per città, la partecipazione alla manifestazione nazionale del 16 ottobre convocata dalla Fiom, con l’obiettivo esplicito di
cacciare il governo Berlusconi , sconfiggere la Confindustria, l’arroganza della FIAT e le sciagurate politiche europee.
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Primo piano
Editoriale
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Lettera aperta di Paolo Ferrero ai segretari dei partiti dell’opposizione
Cari amici e compagni, penso che non si possa continuare a tergiversare. A me pare del tutto evidente che la crisi interna al centro destra più che
determinare la fine del berlusconismo stia producendo un ulteriore imputridimento della crisi politica. Che i destini del governo e per certi versi della repubblica – visti i
propositi anticostituzionali di Berlusconi – siano riassumibili nella diatriba legal giornalistica su un appartamento di Montecarlo non è null’altro che il segno di un degrado
senza fine. Nessuno può pensare che il fango tocchi solo gli altri. In questa Weimar al rallentatore che stiamo vivendo da anni lo schifo tocca in egual misura chi lo provoca e
chi non è in grado di arrestarlo. Questa crisi ha indebolito il Berlusconi presidente del consiglio ma certo ha rafforzato il disgusto per la politica che milioni di italiani
provano verso una classe dirigente che è incapace anche solo di ragionare sui temi che riguardano la vita quotidiana dei propri concittadini. Non so se sarà ancora Berlusconi a
beneficiare di questo degrado o se sarà qualcun altro ma so che la ricerca di uomini della provvidenza si è oramai drammaticamente generalizzata. La carica antidemocratica di
questa domanda non sarà semplice da smaltire. Quella odierna è la crisi della seconda repubblica, se ne può uscire con un ristabilimento della democrazia o con il suo ulteriore
restringimento in senso antidemocratico. Per questo la proposta di un governo di garanzia a me pare oramai completamente inadeguata. Non l’ho mai condivisa ma ne potevo capire le
ragione nelle settimane scorse. Vi pare seriamente che si possa continuare così ancora a lungo, con le destre che ammorbano il panorama, la Lega che si erge a paladina della
moralità e il paese che sprofonda dentro la crisi? Questo scenario potrebbe durare per mesi. Vi pare possibile che lo sbocco di questo putridume sia un governo istituzionale
frutto di una manovra di palazzo, privo di mandato democratico e che avrebbe probabilmente l’unico effetto di permettere a Berlusconi di dipingersi – una volta ancora – come
vittima? Persino Bossi descrive ormai il centro destra come una palude.
Vi scrivo per proporvi di cambiare registro, di prendere atto della gravità della situazione e del fatto che per uscire da questo pantano occorre una proposta politica forte e
netta. Si chiedano le elezioni anticipate per porre fine al degrado prodotto dal fallimento delle destre e si dia vita ad uno schieramento democratico con cui presentarsi alle
elezioni. In questa situazione nessuno ha la bacchetta magica ma si può costruire un’alleanza democratica basata su pochi punti chiari: la difesa della costituzione e il
ristabilimento pieno delle regole democratiche, la modifica della legge elettorale in senso proporzionale, una politica sociale redistributiva.
Smettiamola con questo impotente aventino che da troppo tempo caratterizza l’opposizione.
Paolo Ferrero
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martedì 10 agosto 2010
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COMUNICATO STAMPA
FIAT - MELFI; FERRERO: "SENTENZA DIMOSTRA CHE DIRITTO E' CONTRO SOPRUSI"
Roma, 10 ago. 2010, 17.39 - "Una sentenza che dimostra che il diritto è dalla parte delle lotte e del lavoro contro i soprusi e le intimidazioni". Questo il commento del
segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero, al reintegro disposto dal tribunale per i tre operai della Fiat Sata di Melfi. "La decisione del magistrato rende dignità e giustizia
ai lavoratori e alle loro rivendicazioni - continua Ferrero - Viene sanzionata l'intenzione di reprimere e intimidire le lotte da parte della Fiat: smentendo tutti quanti, dal
governo come pure dall'opposizione, hanno accusato a vanvera i comportamenti dei lavoratori e dimostrando quanto sia sbagliata e deleteria l'idea di risolvere le crisi violando
leggi e contratti".
Ufficio stampa Prc/Federazione della Sinistra
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Prc, con la passione possiamo farcela
di Claudio Grassi
Come ci eravamo impegnati a fare con il convegno di Caserta, diamo continuità all’azione di informazione e di trasparenza sul tesseramento del nostro Partito. Alcuni mesi fa avevamo pubblicato
(non avveniva da diversi anni) il dato definitivo degli iscritti e delle iscritte del 2009. Oggi rendiamo pubblici i dati al 30 giugno 2010. Lo avevamo già scritto, ma lo ribadiamo anche oggi:
siamo l’unica forza politica che rende pubblici, attraverso la pubblicazione su un quotidiano, i dati del proprio tesseramento. In un momento in cui i partiti politici tendono a diventare sempre
di più partiti personali, dove anche le parvenze di democrazia interna vengono abolite, noi vorremmo muoverci nella direzione opposta. E’ interessante notare come questo processo di svuotamento
di qualsiasi forma di partecipazione riguardi non solo le “vecchie forze politiche” ma, ancor di più, quelle nate con la fine della Prima Repubblica. Noi, al contrario, pensiamo che – visto che i
partiti politici sono considerati dalla nostra Costituzione come strumenti di partecipazione e di democrazia – occorrerebbe renderne il funzionamento il più trasparente possibile. Non sarebbe
certo la soluzione alla crisi di rappresentatività di cui oggi soffrono tutti i partiti politici, ma senz’altro costituirebbe un buon passo in avanti.
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Primo piano
Editoriale
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La solidarietà e il sostegno
del Prc al direttore di Liberazione
di Paolo Ferrero
Intendo innanzitutto esprimere al direttore, Dino Greco, la solidarietà mia personale e di tutta la segreteria del Prc per l’attacco ingiurioso portatogli da una parte dei
giornalisti di Liberazione, quello di avere messo in mora le loro prerogative sindacali. Non riesco a capire dove si possa rintracciare nello scritto del direttore un qualsiasi
attacco al diritto di sciopero. Lascia l’amaro in bocca che la battaglia politica debba arrivare ad infamanti accuse di questo tipo, puntando alla distruzione della persona, alla
denigrazione, alla riproposizione della logica “amico-nemico” che speravamo non albergasse più nemmeno nei paraggi del nostro partito e del suo giornale.
Nel suo editoriale di giovedì, Dino Greco ha invece posto un serio problema, quello della continuità delle pubblicazioni di Liberazione. Com’è noto la direzione di Sansonetti
aveva portato il giornale in una situazione insostenibile, con oltre tre (3) milioni di euro di deficit in un anno. Con la direzione di Dino Greco abbiamo avviato una gigantesca
opera di risparmio – per altro del tutto parallela a quanto abbiamo fatto come partito - per ridurre le perdite. Attraverso i risparmi siamo arrivati ad un passo dal pareggio di
bilancio e abbiamo quindi lanciato una campagna di straordinaria di abbonamenti, diffusione e sottoscrizione per rilanciare il giornale.
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Sì, alla Fiat le rappresaglie sono fascismo
di Giorgio Cremaschi
Le rappresaglie antisindacali che la Fiat sta pianificando in questi giorni a Melfi come a Mirafiori, sono atti di autentico fascismo aziendale. Si perseguitano i delegati che organizzano gli
scioperi contro i carichi di lavoro eccessivi e gli impiegati che informano i colleghi della solidarietà degli operai polacchi con quelli di Pomigliano. La libertà di sciopero, la libertà di
informazione, la libertà di pensiero, le libertà in quanto tali sono oggi in discussione alla Fiat. All’origine di tutto questo c’è la strategia industrialmente debole, ma furba e arrogante di
Sergio Marchionne. L’amministratore delegato della Fiat non è mai stato un industriale. E’ un banchiere svizzero chiamato a salvare la Fiat dal fallimento. Questa operazione è riuscita al prezzo
di durissimi sacrifici dei lavoratori e, come sempre avviene nell’economia finanziaria, ha portato ingenti guadagni a Marchionne. L’amministratore delegato della Fiat è stato poi così chiamato a
salvare la Chrysler, che la Mercedes aveva abbandonato.
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CON LA RACCOLTA DI SABATO 26 GIUGNO IN PIAZZA PIEMONTE IL TOTALE DELLE FIRME RACCOLTE DAL CIRCOLO
MUZZANA AMMONTA A
1348.
RINGRAZIAMO TUTT* LE/I COMPAGN* CHE CON IL LORO IMPEGNO HANNO PERMESSO DI RAGGIUNGERE IL RISPETTABILE
RISULTATO.
PRC FdS Baggio
Arancia Metalmeccanica